Metodo basato sulla teoria Analitico -Transizionale

La conoscenza della teoria analitico-transazionale permette di avere un costrutto teorico da cui partire per ogni tipo di lavoro psicologico. Dal primo incontro con i pazienti si può utilizzare concetti transazionali, semplici e chiari, quali l’analisi strutturale, l’analisi funzionale, le transazioni, etc. per comprendere la situazione e per spiegare già dalle prime battute il tipo di lavoro che si vuole impostare con il paziente. Conseguentemente anche il metodo e la metodologia che vengono utilizzate nell’attività terapeutica derivano dall’analisi transazionale. La possibilità di leggere le situazioni secondo l’ottica transazionale fornisce molte opportunità nuove e originali. Oltre ad includere alcuni concetti di altre teorie psicologiche, l’A.T. offre la possibilità di integrare nel lavoro alcune tecniche gestaltiche, psicoanalitiche, comportamentali etc. che possono arricchire il bagaglio culturale del psicoterapeuta ma soprattutto possono servire in più situazioni a valorizzare maggiormente gli interventi durante il trattamento con i pazienti.

L’approccio utilizzato dal dott. David Daris è quello analitico-transazionale, basato su un modello decisionale. Secondo questo modello ciascuno di noi impara comportamenti specifici e decide un piano di vita nell’infanzia. Queste decisioni sono spesso inconsce e svolgono un ruolo fondamentale in quanto possono esprimersi attraverso schemi di comportamenti ripetitivi, limitati e non adeguati al benessere della persona. Seppure vi siano importanti influenze da parte dei genitori e/o di altre figure di riferimento, è sempre l’individuo stesso che decide. Conseguentemente, se è l’individuo ad aver deciso il proprio piano di vita, esso ha anche il potere di cambiarlo, prendendo nuove decisioni in qualsiasi momento e più consone rispetto alle sue reali esigenze.

Ma cos’è l’analisi transazionale?

L’analisi transazionale trae origine da Eric Berne (1910-1970) il quale ebbe una formazione di psichiatra e di psicanalista, ma preferì non diventare mai ufficialmente un analista. Era attratto dalla acutezza e profondità della psicoanalisi, e seccato per la sua lentezza, complessità e rigidità 1. Fu allievo di E.Erikson e P.Federn dal quale riprese il concetto di immagini dell’Io definendo in proprio gli stati dell’Io Genitore, Adulto, Bambino2 ma con molte analogie con la teoria tripartita dell’Io di Fairbairn (Io libidico, Io antilibidico e Io centrale osservante). Fondamento epistemologico dell’opera berniana è il ponte tra intrapsichico e relazionale per cui l’Io diventa una realtà fenomenologica sia inducibile che deducibile.

L’A.T. è dunque una psicologia dell’Io e della personalità che fornisce un quadro di come le persone sono strutturate dal punto di vista psicologico utilizzando il modello in tre parti sopra indicato, noto come modello degli stati dell’Io. Questo modello aiuta a capire come funzioniamo e come esprimiamo la nostra personalità in termini di comportamento.


Per comprendere meglio quanto sopra esposto è bene evidenziare le seguenti definizioni:

Lo stato dell’Io Genitore è lo stato dell’ego esteropsichico che “riproduce gli stati dell’ego dei propri genitori o la percezione che si ha degli stati dell’ego dei propri genitori”. E’ costituito da un insieme di atteggiamenti, percezioni, comportamenti relativi alla classe “genitori”, ossia a tutti coloro che, per rapporto di parentela, per autorità o per anzianità, hanno esercitato un’influenza importante negli anni formativi della coscienza. Il Genitore consiste in una serie di registrazioni, a livello cerebrale, delle parole e dei comportamenti dei “genitori”. Noi ritrasmettiamo questi “dischi genitoriali” ed agiamo come nostro padre e nostra madre, anche se non abbiamo gradito le cose che dicevano o facevano. Lo stato del Genitore si viene formando nei primi anni di vita del bambino, anche se si aggiungono messaggi genitoriali ad ogni età.

Lo stato dell’Io Adulto è lo stato dell’ego neopsichico “orientato in modo autonomo verso l’apprezzamento obiettivo della realtà”. E’ espressione della nostra parte logica e razionale, adeguata alla realtà del momento, che raccoglie, registra e utilizza ogni tipo di informazione, verifica ed elabora i concetti come prodotti del nostro ragionamento. Solo quando si è nell’Adulto si reagisce alle situazioni con tutte le risorse disponibili di persona adulta. Lo stato dell’Io Adulto inizia a formarsi intorno al primo anno di vita del bambino. Di fatto il sistema nervoso alla nascita non è ancora sufficientemente sviluppato e si completa solo intorno agli 11-13 anni, fase di sviluppo del pensiero astratto. E’ pertanto questa l’età in cui l’Adulto diventa realmente funzionale.

Lo stato dell’Io Bambino, ossia lo stato dell’ “ego archeopsichico, che rappresenta e contiene tracce arcaiche e le sedimentazioni emotive della prima infanzia”. Il Bambino consiste in una serie di registrazioni a livello cerebrale dei sentimenti provati dal bambino alle parole, ai comportamenti dei genitori e/o delle figure genitoriali. Esso è pertanto la sede dei bisogni , degli atteggiamenti e dei comportamenti della nostra infanzia, legati alle esigenze psicobiologiche più profonde. La soddisfazione o l’insoddisfazione verso un oggetto, introiettata e memorizzata come valore positivo o negativo, determinerà il prodotto della vita sentita che potrà esplicitarsi in creatività e fantasia, o, di contro, in frustrazione e senso di colpa.

La teoria prevede uno sviluppo personologico basato sull’organizzazione prelogica di programmi cognitivo-emotivo-somatico-comportamentali costruiti prevalentemente nei primi sei anni di vita (decisioni di copione), che danno luogo ad uno schema inconscio/preconscio di vita (script o copione psicologico) limitativo talvolta delle potenzialità dell’individuo a livello relazionale.

L’A.T. è anche una teoria della comunicazione basata sull’analisi delle transazioni (cioè scambi comunicativi tra due persone) degli specifici stati dell’Io coinvolti e può essere utilizzata come metodo di analisi dei sistemi e delle organizzazioni.

Così il comportamento relazionale dell’individuo può essere analizzato in base a schemi di interazione semplici (transazioni) e complessi (ricatti e giochi psicologici), nei quali viene descritta l’attivazione di uno o più stati dell’Io dell’individuo emittente e dell’individuo ricevente.

Infine l’A.T. si configura come una teoria dello sviluppo infantile in quanto tramite il concetto di copione permette di comprendere come gli schemi di vita attuali hanno origine nell’infanzia e, allo stesso tempo, come nella vita da adulti, continuano a riproporre delle strategie infantili inadeguate o dannose.

1 Vedi S.Woollams e M.Brown, “Analisi Transazionale, psicoterapia della persona e delle relazioni”, ed. Cittadella editrice, 1985.

2 Vedi E.Berne, “Analisi Transazionale e psicoterpia, ed. Astrolabio, 1971.